L'olivo ai Giardini Botanici Hanbury

Ai Giardini Botanici Hanbury sono presenti esemplari imponenti di olivo, si possono incontrare lungo tutto il percorso, in particolare lungo il "Viale degli Olivi" nella parte inferiore del giardino e sono un elemento caratterizzante del paesaggio ligure.

 “ovale e di una bella grossezza: la sua buccia, in principio verde, poi bianchiccia, indi rossicci, finisce per volgersi in nero e avvolge una polpa molle e gentile che produce un olio finissimo, il più bianco e il più delicato di tutti gli olj conosciuti” ...

la descrizione dell’Oliva taggiasca di Giorgio Gallesio, Ulivo Gentile in Pomona italiana ossia trattato degli alberi fruttiferi, Pisa 1817-1839

“La più preziosa tra le varietà e la più consigliata per l’abbondante fruttificazione e l’eccellente qualità dell’Olio…” 

così l’oliva taggiasca venne descritta dal naturalista Domenico Viviani nel suo diario di viaggio:  "Voyage dans les Apennins de la ci-devant Ligurie pour servir d’introduction à l’histoire naturelle de ce pays" , Gênes 1807.

 “Olivi che raggiungono grande sviluppo in terreno adatto, riscontandosi piante alte 15-16 metri; altezza che si riduce a 5-8 metri in terreni meno adatti e di montagna. La pianta ha tendenza a formarsi su un solo fusto che raggiunge dimensioni piuttosto notevoli. La chioma porta ramificazioni abbondanti, naturalmente allargate e di colore cenere, con ramaglia a lunghi internodi, tendenti ad allungarsi in basso, assumendo l’aspetto pendulo che è la caratteristica più spiccata della varietà. Le foglie sono allungate, regolari, di color verde scuro lucente la pagina superiore e grigio-verdastro quella inferiore. I fiori sono riuniti in infiorescenza allungata, spargola, normalmente ramificata in 4 rachidi secondari, portanti più fiori. L'alligamento di questa varietà è ottimo. Il frutto che è a maturazione graduale tardiva, ciò che costituisce una delle caratteristiche più spiccate della varietà, è di forma cilindrica allungata leggermente ingrossata alla base, di color nero-violaceo lucente, con polpa poco consistente, molto oleosa.” 

C. Carocci Buzi, Le varietà di olivo coltivate in Liguria, in "Le varietà di olivo coltivate in Italia", Roma, 1937.

Sulle origini dell’ulivo e delle diverse varietà da olio coltivate nel Mediterraneo sono state svolte e pubblicate molte ricerche; sull’introduzione dell’oliva taggiasca vi sono correnti di pensiero diverse. Giorgio Gallesio sull’origine della taggiasca scrive che “è difficile determinare il paese ove ha cominciato questa preziosa varietà”, ipotizzando per l’Ulivo Gentile un’origine direttamente dalla Palestina. In questa direzione è la tesi di un’origine ligure-provenzale, secondo la quale l’ulivo conosciuto come taggiasco venne portato dai Focesi, antico popolo di origine greca, fondatori dell’antica Massalia (Marsiglia) e delle vicine colonie nell’attuale Provenza (Avignone, Antibes, Cannes, Nizza), dalle quali sarebbe stato diffuso in Liguria. 

In Francia, nella regione di Grasse e nel territorio di Nizza, è coltivata in forma quasi esclusiva la varietà Cailletier (Olivier de Grasse), dalla quale deriva la Taggiasca. 

VIDEO TUTORIAL: L'OLIVO taggiasco